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E se prepararti fosse diventato un modo per rimandare?

Immagine del redattore: Giovanni Viola
Giovanni Viola
13 ott
Tempo di lettura: 4 min

Hai mai salvato un articolo pensando «questo devo leggerlo con calma», mentre nella stessa cartella ce n’erano già altri venti che aspettavano il momento giusto?

Magari hai anche comprato un libro, seguito un corso, riempito un quaderno di appunti. Eppure, se qualcuno ti chiedesse che cosa è cambiato concretamente da quando hai iniziato a informarti, potresti fare fatica a rispondere.

È una situazione nella quale è facile riconoscersi, perché prepararsi ci fa sentire responsabili. Prima di prendere una decisione vogliamo capire, valutare, evitare errori, e questo è utile. La curiosità nasce quando ci accorgiamo che, qualche volta, continuiamo ad aggiungere informazioni senza avvicinarci alla scelta per cui avevamo cominciato a cercarle. Il rischio è quello di vivere sempre in preparazione, continuando a rimandare il momento di mettere in pratica ciò che impariamo. Un rischio difficile da riconoscere, perché dall’esterno può assomigliare molto all’impegno.


Chi rimanda passando il pomeriggio sul divano probabilmente sa di stare rimandando. Chi rimanda leggendo l’ennesimo approfondimento ha invece una spiegazione convincente: sta ancora studiando.

E a volte è proprio così. Altre volte, però, lo studio diventa il modo più rassicurante per tenere una decisione a distanza.

La domanda è che cosa stiamo aspettando di sapere.

Immagina una persona che da mesi vuole mettere ordine nelle proprie finanze. Ha capito che dovrebbe conoscere meglio le sue spese, distinguere quelle necessarie da quelle che si accumulano per abitudine e farsi un’idea di quanto le rimane davvero alla fine del mese. Prima di iniziare, però, cerca il metodo miglior, confronta applicazioni, scarica modelli, guarda come fanno gli altri. Una soluzione sembra troppo semplice, un’altra troppo complicata, un’altra ancora richiede tempo per essere impostata.

Passano le settimane e quella persona conosce molti strumenti per gestire il bilancio, ma continua a non sapere quanto spende.

Che cosa le manca, a quel punto? Forse qualche informazione sarebbe ancora utile, ma per cominciare a osservare le uscite dell’ultimo mese potrebbe già avere ciò che serve. Il problema è che farlo significa incontrare la propria situazione reale, comprese le cose che preferirebbe non vedere.


Finché scegliamo il metodo, possiamo immaginare che tutto funzionerà. Quando iniziamo a usarlo, scopriamo le difficoltà.

Questo accade anche nel lavoro. Un progetto, finché resta negli appunti, può essere perfezionato senza dover affrontare le domande di un cliente. Un’idea, finché non viene condivisa, conserva tutte le sue possibilità. Metterla alla prova significa accettare che qualcosa possa essere meno chiaro, meno utile o più impegnativo di quanto pensassimo.

È comprensibile cercare di proteggersi da quel momento. Solo che, continuando a rimandarlo, rinunciamo anche alle informazioni che potrebbero aiutarci a migliorare.


Ci sono cose che possiamo capire soltanto quando cominciamo a fare esperienza.

Possiamo studiare come si costruisce un bilancio familiare, ma è osservando le nostre abitudini che scopriamo dove facciamo fatica. Possiamo preparare una conversazione importante, ma alcune domande emergeranno soltanto parlando con l’altra persona.

La pratica aggiunge qualcosa che la teoria, da sola, non può anticipare completamente.

Questo ragionamento richiede particolare attenzione quando entra in gioco il denaro. L’invito ad agire non giustifica l’acquisto di uno strumento che non comprendiamo, né rende sensato un rischio solo perché abbiamo aspettato a lungo. Anche decidere di non investire può essere una scelta ragionata.


Il primo passo concreto può essere molto più semplice: ricostruire la propria situazione, leggere i costi di un contratto già sottoscritto, chiarire un obiettivo o chiedere una spiegazione precisa su ciò che non si è capito.

Conta che quel passo abbia una funzione riconoscibile, che ci permetta, una volta compiuto, di sapere qualcosa in più sulla nostra realtà.

Per distinguere la preparazione dal rinvio possiamo allora farci una domanda: «Quale informazione mi manca, esattamente, e in che modo cambierebbe la mia decisione?».


Se sappiamo rispondere, abbiamo una ricerca da completare. Se la risposta resta sempre «devo capire meglio tutto», forse stiamo chiedendo alla preparazione una certezza che non riuscirà a darci.

Essere pronti, del resto, non significa aver previsto ogni difficoltà. Può significare aver capito abbastanza da individuare un passo proporzionato, sapere quali conseguenze comporta e riconoscere quando è necessario fermarsi o chiedere aiuto.

Pensa allora a qualcosa che stai preparando da tempo. Quale piccola parte potresti già mettere alla prova con attenzione?

La risposta potrebbe essere meno impegnativa dell’ennesimo piano. E potrebbe finalmente dare uno scopo concreto a tutto quello che hai imparato.



Articolo a cura di Giovanni Viola – Investitore Pro, scuola di educazione finanziaria indipendente.


Arriva un momento in cui libri e appunti possono accompagnarci fuori dalla teoria: un piccolo passo consapevole è l’inizio di un’esperienza da cui imparare.
Arriva un momento in cui libri e appunti possono accompagnarci fuori dalla teoria: un piccolo passo consapevole è l’inizio di un’esperienza da cui imparare.

Disclaimer – Investitore Pro Srl

Questo articolo è stato scritto con finalità didattiche e informative. Non rappresenta in alcun modo una consulenza finanziaria, fiscale, legale o nutrizionale, né una sollecitazione all’investimento. Tutti i contenuti sono pensati per aiutarti a capire meglio i mercati, i trend e le dinamiche economiche, ma non devono essere interpretati come raccomandazioni operative. I dati e le opinioni riportate si basano su fonti che riteniamo affidabili, ma potrebbero cambiare nel tempo. Se decidi di investire in strumenti finanziari citati o correlati, lo fai sotto la tua piena responsabilità e ti consigliamo sempre di confrontarti con professionisti abilitati. In poche parole: noi ci occupiamo di formazione, non di consulenza. Il nostro obiettivo è offrirti strumenti per pensare, non istruzioni per agire.

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