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Il privilegio di poter dire no

Immagine del redattore: Giovanni Viola
Giovanni Viola
10 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

Ti è mai capitato di accettare un lavoro, un cliente o un impegno sapendo già che avresti preferito rifiutare? Magari hai guardato l’agenda, hai pensato al tempo che avresti sottratto alla tua famiglia o a una situazione che ti stava già pesando. Poi hai fatto due conti e hai risposto di sì. Quel denaro serviva, c’erano delle scadenze da rispettare e rinunciare sembrava troppo complicato.

È in momenti come questi che il rapporto con il denaro diventa molto concreto. Dentro quella risposta ci sono le bollette, la rata della macchina, le spese dei figli e la sensazione di non avere abbastanza spazio per scegliere diversamente.


Quando parliamo di libertà finanziaria, invece, tendiamo a immaginare soprattutto ciò che potremmo comprare: una casa più grande, un viaggio, qualcosa che oggi consideriamo fuori portata. È comprensibile, perché siamo abituati a misurare il denaro attraverso le cose che permette di ottenere. Eppure c’è un’altra possibilità, meno visibile ma molto importante: poter rinunciare a qualcosa che non vogliamo più accettare.

Pensa a due persone che ricevono la stessa proposta di lavoro. Le condizioni sono poco convincenti, gli orari difficili da sostenere e le prospettive poco chiare. La prima persona ha bisogno di un’entrata immediata per coprire le spese del mese. La seconda dispone di risorse sufficienti per continuare a cercare ancora per un po’.

La proposta è identica, ma la possibilità di valutarla è diversa.


La seconda persona può fare domande, negoziare, prendere tempo. Potrebbe anche decidere di accettare, ma avrebbe la possibilità concreta di rifiutare. Quel margine economico le permette di dare più peso alle condizioni del lavoro e meno all’urgenza del momento. Questa è una delle funzioni del risparmio che considero più importanti e di cui si parla troppo poco.

Accantonare denaro significa anche creare uno spazio tra ciò che accade e la risposta che siamo costretti a dare. Uno spazio nel quale possiamo fermarci, ragionare e cercare un’alternativa.


Naturalmente non tutti partono dalle stesse condizioni. Per alcune famiglie riuscire a coprire le necessità essenziali è già un esercizio difficile, e raccontare il risparmio come una semplice questione di volontà sarebbe superficiale. Proprio per questo è utile comprenderne il valore: quando riusciamo a costruire anche un piccolo margine, stiamo aumentando le possibilità a nostra disposizione.

La stessa riflessione vale per chi lavora in proprio o gestisce un’impresa.


Un cliente chiede uno sconto ulteriore, pretende disponibilità continua e modifica gli accordi ogni settimana. Il lavoro porta fatturato, ma assorbe tempo ed energie che potrebbero essere dedicati ad altro. Eppure, quando gli incassi servono a coprire le prossime scadenze, chiudere quel rapporto può sembrare impossibile.

Da fuori si vede un’attività piena di lavoro. Da dentro si può vivere la sensazione di non poter scegliere quasi nulla. Per questo il fatturato, da solo, racconta soltanto una parte della storia. Bisogna capire quanto rimane dopo i costi, quando arrivano gli incassi e quali impegni quel denaro dovrà coprire. Un’impresa può vendere molto e avere comunque pochissimo spazio per affrontare un ritardo o rifiutare un incarico poco conveniente.


Anche nella vita personale può succedere qualcosa di simile. Le entrate crescono, ma insieme crescono le rate, le abitudini e le spese che diventano difficili da ridurre. Ci si abitua a un tenore di vita più alto e, senza accorgersene, si finisce per aver bisogno di tutto quello che si guadagna.

A quel punto un reddito maggiore può convivere con la stessa pressione di prima.

Vale allora la pena chiedersi che cosa vogliamo ottenere dai miglioramenti economici che cerchiamo. Quanto desideriamo destinare a vivere meglio oggi e quanto a costruire la possibilità di scegliere con maggiore tranquillità domani?

Non esiste una risposta uguale per tutti. C’è chi vorrebbe cambiare lavoro, chi ridurre alcuni impegni, chi dedicare tempo a una persona cara e chi affrontare un periodo di formazione senza sentirsi in difficoltà a ogni scadenza.

Dare un nome a queste possibilità cambia anche il modo di guardare al denaro che mettiamo da parte. Quel risparmio acquista un significato preciso: rappresenta tempo per cercare, spazio per decidere, capacità di affrontare un cambiamento.

E conta anche quanto sia effettivamente disponibile.


Possedere un bene di valore e avere risorse utilizzabili quando servono sono condizioni diverse. Se per affrontare una necessità dobbiamo vendere in fretta o dipendere da tempi che non controlliamo, la nostra libertà di scelta può essere più limitata di quanto pensassimo. L’educazione finanziaria aiuta anche a rendere visibili queste differenze, collegando i numeri alle situazioni della vita.

Poter dire no, poi, non significa rifiutare ogni fatica o evitare qualsiasi compromesso. Continueremo ad accettare impegni difficili perché li consideriamo utili, perché teniamo a qualcuno o perché fanno parte di un progetto in cui crediamo. Avere margine ci permette però di distinguere meglio ciò che scegliamo da ciò che accettiamo soltanto per necessità.

Prova allora a pensare a una situazione alla quale oggi vorresti dire no, ma senti di non potertelo permettere. Che cosa ti servirebbe per avere un’alternativa? Più tempo, meno spese fisse, un’entrata diversa, una riserva disponibile?


Partire da questa domanda può rendere molto più concreto il tuo prossimo obiettivo economico. Perché dietro una cifra da raggiungere può esserci qualcosa che conosci molto bene: la possibilità di prendere una decisione importante senza avere l’urgenza a decidere per te.



Articolo a cura di Giovanni Viola – Investitore Pro, scuola di educazione finanziaria indipendente.


Poter dire no con serenità è una forma concreta di libertà finanziaria: avere il margine per scegliere quali impegni accettare e come impiegare il proprio tempo.
Poter dire no con serenità è una forma concreta di libertà finanziaria: avere il margine per scegliere quali impegni accettare e come impiegare il proprio tempo.

Disclaimer – Investitore Pro Srl

Questo articolo è stato scritto con finalità didattiche e informative. Non rappresenta in alcun modo una consulenza finanziaria, fiscale, legale o nutrizionale, né una sollecitazione all’investimento. Tutti i contenuti sono pensati per aiutarti a capire meglio i mercati, i trend e le dinamiche economiche, ma non devono essere interpretati come raccomandazioni operative. I dati e le opinioni riportate si basano su fonti che riteniamo affidabili, ma potrebbero cambiare nel tempo. Se decidi di investire in strumenti finanziari citati o correlati, lo fai sotto la tua piena responsabilità e ti consigliamo sempre di confrontarti con professionisti abilitati.

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