Il mercato del vino di lusso crolla.
- Giovanni Viola
- 16 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Cosa sta succedendo a Bordeaux e Borgogna?**
Negli ultimi anni il vino di lusso è stato visto da molti come un investimento “sicuro”. Bottiglie pregiate, cantine storiche, nomi iconici. Un bene reale, elegante, fuori dalle logiche dei mercati finanziari.
Oggi però qualcosa è cambiato.
Il mercato del vino pregiato sta vivendo una fase difficile, e il 2025 segna il terzo anno consecutivo di cali. Non un incidente di percorso, ma un raffreddamento vero.
Il boom è finito
Durante gli anni della pandemia era successo qualcosa di particolare: tanta liquidità, tassi bassi, tempo libero e voglia di “beni rifugio alternativi”.
Il risultato? Prezzi del vino di alta gamma schizzati verso l’alto.
Oggi quel boom è praticamente cancellato. I prezzi sono tornati ai livelli di fine 2020, come se quegli eccessi non fossero mai esistiti.
A soffrire di più sono le zone simbolo del vino di lusso:
Bordeaux
Borgogna
Champagne d’annata
Qui il calo non è stato leggero, ma diffuso e prolungato.
Questa volta scende tutto
In passato, anche nei momenti difficili, c’era sempre qualche segmento che teneva. In questo ciclo ribassista no.
Sono scese:
le annate recenti
i vini “da investimento”
persino alcune etichette considerate storicamente solide
Questo ha messo pressione su tutto il comparto del vino di lusso.
Dazi, politica e meno appetito per il rischio
Un fattore chiave è stato l’effetto dei dazi sulle importazioni europee negli Stati Uniti. Il vino francese è stato colpito duramente e le vendite sono crollate.
Ma c’è anche un altro elemento, più generale.
👉 Gli investitori oggi preferiscono asset più liquidi. Strumenti facili da comprare e vendere, meno legati a:
politica
dazi
logistica
tempi lunghi
In questo contesto, il vino – affascinante ma poco liquido – è finito in secondo piano.
Anche i grandi nomi non sono immuni
La cosa interessante è che non sono scesi solo i vini “minori”. Anche etichette famosissime hanno perso valore.
Questo ha fatto capire una cosa importante: 👉 nemmeno il nome storico protegge dal ciclo di mercato.
Quando l’offerta è abbondante e gli acquirenti diventano prudenti, i prezzi scendono. Punto.
I capitali vanno altrove
Mentre il vino scende, altri asset attirano capitali:
azioni tecnologiche
oro
strumenti finanziari più rapidi
Non perché siano “migliori”, ma perché oggi offrono più flessibilità.
Ed è qui che molti investitori stanno rivalutando la diversificazione fatta negli anni scorsi.
Un segnale positivo arriva dall’Asia
Non tutto però è negativo.
In Asia, soprattutto a Hong Kong e Singapore, si vedono segnali di ripresa della domanda. Alcuni collezionisti stanno tornando sul mercato, approfittando dei prezzi più bassi per ricostruire le cantine.
In particolare:
Borgogna
Champagne d’annata
grandi bianchi di Borgogna
Qui la domanda resta viva, soprattutto in Cina.
Quando il mercato scende, nascono le opportunità
Questa fase sta insegnando una lezione semplice ma importante:
👉 non tutti i cali sono una fine. Alcuni sono un reset.
Per chi ha visione, competenza e pazienza, questa fase offre la possibilità di acquistare vini eccezionali a prezzi molto più ragionevoli rispetto a pochi anni fa.
Il vero punto non è “se il vino tornerà a salire”, ma quando e quali segmenti saranno pronti prima degli altri.
Il punto finale
Il 2025 mostra chiaramente una cosa: anche il vino di lusso è un mercato ciclico.
È influenzato da:
politica
finanza
liquidità
comportamento degli investitori
Capirlo non serve per scoraggiarsi, ma per fare scelte più consapevoli.
Perché anche nei mercati più eleganti, il valore non sale per sempre.
Articolo a cura di Giovanni Viola – Investitore Pro, scuola di educazione finanziaria indipendente.

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