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Quando il denaro diventa identità (e perché è lì che iniziano i problemi)

  • Immagine del redattore: Giovanni Viola
    Giovanni Viola
  • 31 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Ci sono testi che non si leggono per curiosità.Arrivano quando sei pronto.

Uno di questi, per me, è un passaggio di Bibbia, nel libro di Ezechiele, capitolo 29.

Parla del faraone d’Egitto, descritto come un grande coccodrillo disteso nel Nilo.

Il faraone dice una frase precisa:

“Il fiume è mio. Me lo sono fatto io.”

Il Nilo era tutto per l’Egitto.Ricchezza, cibo, commercio, potere.Senza quel fiume, l’impero non esisteva.

Eppure, a un certo punto, qualcuno ha smesso di vedere il fiume come una risorsae ha iniziato a viverlo come una proprietà.



Il denaro è un fiume, non una radice

Il denaro funziona allo stesso modo.

Scorre.Entra ed esce.

Cambia velocità, direzione, intensità.

All’inizio lo vivi come uno strumento.Poi come una sicurezza.Poi, senza accorgertene, come una conferma di chi sei.

È lì che nasce il problema.

Quando il denaro smette di essere mezzoe diventa identità.

Quando inizi a pensare, anche solo dentro di te:“Questo flusso esiste grazie a me.”



I ganci nelle mascelle: quando il contesto cambia

Nel testo biblico succede qualcosa di forte.Il faraone viene tirato fuori dal fiume con dei ganci.

Non viene punito subito.Viene spostato.

È una dinamica che vedo continuamente anche nella vita reale.

Non perdi tutto all’improvviso.Prima perdi il contesto che ti proteggeva.

Una regola che cambia.Un mercato che gira.

Un’entrata che rallenta.Un sistema che non funziona più come prima.

E all’improvviso ti accorgi che non eri il fiume.

Eri dentro il fiume.



Chi si attacca, cade insieme

C’è un dettaglio potentissimo in questo passaggio.

Quando il faraone viene trascinato via, anche i pesci restano attaccati alle sue scaglie e cadono con lui.

È una metafora durissima, ma reale.

Ci sono persone che non imparano mai a nuotare.

Si aggrappano:

  • al lavoro di qualcun altro

  • al denaro di qualcun altro

  • al sistema di qualcun altro

  • alla sicurezza di qualcun altro

Quando quel sistema si rompe, il conto arriva per tutti.

Per questo l’educazione finanziaria non è avidità.È responsabilità personale.



La mia riflessione sul denaro

Ogni volta che il denaro ha iniziato a fluire di più nella mia vita,la vera sfida non è stata farlo entrare.

È stata non credermi la fonte.

Il denaro non va trattenuto con l’ego.Va attraversato con consapevolezza.

Non è una radice.


È una corrente.

La maturità finanziaria non è dire “quanto ho”,ma riuscire a dire, con onestà:

Se il fiume cambia, so restare in piedi.

Ed è una competenza che vale più di qualsiasi cifra sul conto.



Articolo a cura di Giovanni Viola – Investitore Pro, scuola di educazione finanziaria indipendente.


Silhouette di una persona con simboli di valute dorate che emergono dalla mente, simbolo di consapevolezza e pensiero finanziario.

Disclaimer – Investitore Pro SrlQuesto articolo è stato scritto con finalità didattiche e informative. Non rappresenta in alcun modo una consulenza finanziaria, fiscale, legale o nutrizionale, né una sollecitazione all’investimento. Tutti i contenuti sono pensati per aiutarti a capire meglio i mercati, i trend e le dinamiche economiche, ma non devono essere interpretati come raccomandazioni operative. I dati e le opinioni riportate si basano su fonti che riteniamo affidabili, ma potrebbero cambiare nel tempo. Se decidi di investire in strumenti finanziari citati o correlati, lo fai sotto la tua piena responsabilità e ti consigliamo sempre di confrontarti con professionisti abilitati.In poche parole: noi ci occupiamo di formazione, non di consulenza. Il nostro obiettivo è offrirti strumenti per pensare, non istruzioni per agire.

Grazie per aver letto e per far parte della community di Investitore Pro Srl. Continua a studiare, approfondire e scegliere con consapevolezza.


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