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Nel 2026 l’AI cambia faccia: da carburante dei mercati a lama sui modelli di business

Tra il 2023 e il 2025 l’intelligenza artificiale è stata probabilmente il motore più potente visto sui mercati negli ultimi anni.Non solo perché prometteva più utili, ma perché prometteva un futuro “enorme”.

E quando i mercati iniziano a credere davvero nel futuro, succede una cosa precisa:non aumentano solo gli utili attesi… aumenta il prezzo che le persone sono disposte a pagare oggi per quegli utili.

È stato questo il cuore dell’euforia.

Poi arriva il 2026.E succede una cosa strana: l’AI non diventa meno forte.Diventa più reale.

E quando una tecnologia diventa reale, smette di essere solo promessa.Inizia anche a “togliere”, non solo ad “aggiungere”.

La frase che ha guidato i mercati fino a ieri era semplice:“L’AI creerà nuovi profitti.”

La frase che inizia a girare nel 2026 è più scomoda:“L’AI può distruggere profitti che esistono già.”

E quando cambia la frase che guida il futuro, cambia anche il prezzo del presente.



2023–2025: perché tutto saliva così tanto

Il meccanismo era chiaro, quasi inevitabile:

  • l’AI avrebbe ridotto i costi

  • avrebbe aumentato i margini

  • avrebbe reso tutto più scalabile

  • avrebbe allargato il mercato “potenziale” delle aziende

  • e alla fine “il migliore prende tutto”

Quindi cosa faceva il mercato?Non diceva solo: “questa azienda guadagnerà di più”.Diceva anche: “questa azienda vale di più”.

E così i multipli si allargavano.Lo stesso utile… veniva pagato molto più caro.

È qui che l’AI ha dato la spinta più grossa.



2026: il cambio di domanda che cambia tutto

Nel 2026 il mercato inizia a farsi una domanda diversa:

“Chi userà l’AI per dominare… e chi verrà sostituito dall’AI?”

E qui si apre il punto chiave: la disintermediazione.

Fino a ieri la narrativa era:AI come strumento che aiuta il professionista.

Oggi la narrativa alternativa diventa credibile:cliente → AI (senza passare dal professionista).

E questa è una bomba lenta per alcuni settori.Non perché spariscono domani, ma perché cambia il loro potere.

Se una macchina riesce a fare pianificazione, comparazioni, analisi, simulazioni… a costo bassissimo, cosa succede?

  • il servizio diventa più “standard”

  • il prezzo diventa più comprimibile

  • la differenza tra un operatore e l’altro si assottiglia

  • la rete fisica perde forza

Non è una recessione.È un problema di margini.



La parte pericolosa: quando scendono utili e multipli insieme

Qui c’è la dinamica più dura per un titolo in borsa.

Perché i prezzi possono scendere tanto anche senza fallimenti.Non serve che un’azienda salti.Basta che il mercato dica:

“Questa azienda, tra 5 anni, guadagnerà meno di quanto pensavo.”E in più dica:“E non la pago nemmeno come prima.”

Quindi succedono due cose insieme:

  1. utili futuri rivisti al ribasso

  2. multipli più bassi su quegli utili

Questo è ciò che distrugge valore in modo serio.



Ci sarà un collasso?

Parlare di collasso generale è troppo.Non stiamo vedendo segnali da crisi sistemica.

Ma può succedere qualcosa di più selettivo e più subdolo:il collasso di alcuni modelli di business.

E questa parte è quella che interessa davvero:capire chi costruisce l’infrastruttura… e chi rischia di diventare “un passaggio non più necessario”.



La stessa forza, un lato diverso

L’AI è la stessa tecnologia di prima.È solo che ora il mercato la guarda con due occhi:

  • opportunità per chi la controlla

  • rischio per chi la subisce

E questa distinzione nel 2026 conta più di qualsiasi slogan.

Non serve panico.Serve lucidità.

Perché sui mercati il valore non si distrugge “per magia”.Si distrugge quando cambia l’idea di futuro.

E oggi il futuro è meno lineare di quanto sembrasse solo un anno fa.


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Articolo a cura di Giovanni Viola – Investitore Pro, scuola di educazione finanziaria indipendente.


Un robot umanoide seduto alla scrivania in un ufficio moderno mentre lavora al computer con codice e grafici visualizzati sul monitor.

Disclaimer – Investitore Pro SrlQuesto articolo è stato scritto con finalità didattiche e informative. Non rappresenta in alcun modo una consulenza finanziaria, fiscale, legale o nutrizionale, né una sollecitazione all’investimento. Tutti i contenuti sono pensati per aiutarti a capire meglio i mercati, i trend e le dinamiche economiche, ma non devono essere interpretati come raccomandazioni operative.I dati e le opinioni riportate si basano su fonti che riteniamo affidabili, ma potrebbero cambiare nel tempo. Se decidi di investire in strumenti finanziari citati o correlati, lo fai sotto la tua piena responsabilità e ti consigliamo sempre di confrontarti con professionisti abilitati.In poche parole: noi ci occupiamo di formazione, non di consulenza. Il nostro obiettivo è offrirti strumenti per pensare, non istruzioni per agire.Grazie per aver letto e per far parte della community di Investitore Pro Srl. Continua a studiare, approfondire e scegliere con consapevolezza.


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