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Essere ricchi senza sentirsi autorizzati a vivere da ricchi

Può sembrare strano, ma esistono persone che hanno costruito un buon patrimonio, guadagnano bene, non hanno particolari problemi economici e continuano comunque a comportarsi come se da un momento all’altro potesse mancare tutto.

Non parlo della normale prudenza, che considero una qualità. Parlo di qualcosa di diverso.

Parlo di chi potrebbe permettersi tranquillamente un albergo migliore, ma sceglie sempre quello più economico. Di chi potrebbe sostituire un oggetto ormai vecchio senza alcuna conseguenza sul proprio bilancio, ma continua a rimandare. Di chi ha lavorato per anni per costruire sicurezza economica e, quando finalmente quella sicurezza arriva, non riesce davvero a utilizzarla.

È come se il conto corrente fosse cambiato più velocemente della persona.

Ed è proprio questo il punto interessante.

Quando pensiamo alla ricchezza immaginiamo quasi sempre un problema numerico. Quanto guadagni? Quanto risparmi? Quanto investi? Qual è il tuo patrimonio?

Sono domande importanti, naturalmente. Ma raccontano soltanto una parte della storia.

Perché si può imparare a guadagnare di più senza imparare a sentirsi al sicuro. Si può costruire un patrimonio senza modificare il rapporto che abbiamo con il denaro. Si può uscire economicamente dalla scarsità continuando, dentro di noi, a vivere come se fossimo ancora lì.


Pensiamo a una persona cresciuta in una famiglia nella quale bisognava stare molto attenti alle spese. Magari il denaro non mancava completamente, ma ogni acquisto veniva valutato, ogni spreco era visto con preoccupazione e risparmiare era una necessità prima ancora che una scelta.

Quell’atteggiamento può essere stato prezioso.

Probabilmente proprio quella prudenza ha insegnato a quella persona a non sprecare, a risparmiare e magari, molti anni dopo, anche a costruire un patrimonio importante.

Il problema nasce quando una strategia che ci ha protetto in una fase della vita continua automaticamente a guidarci anche quando quella fase non esiste più.

A quel punto può accadere qualcosa di curioso.

Hai più denaro, ma continui a scegliere sempre sulla base del prezzo più basso.

Hai costruito sicurezza, ma continui ad avere paura di perderla.

Potresti permetterti alcune cose senza compromettere minimamente il tuo equilibrio finanziario, ma quando arriva il momento di spendere provi disagio.

E magari inizi perfino a sentirti in colpa.

Non perché tu stia facendo qualcosa di economicamente sbagliato, ma perché una parte di te continua a pensare che spendere significhi essere irresponsabile.


Qui diventa importante distinguere due concetti che spesso confondiamo: responsabilità e senso di colpa.

Essere responsabili significa chiedersi se una scelta è sostenibile, coerente con i propri obiettivi e compatibile con il proprio patrimonio.

Il senso di colpa, invece, può comparire anche quando tutti questi elementi sono presenti.

Puoi avere perfettamente i soldi per fare una vacanza, aver già risparmiato, investito e pianificato il tuo futuro, eppure sentire comunque quella piccola voce che ti domanda: “Ma è davvero necessario?”

La risposta, naturalmente, potrebbe essere no.

Una vacanza migliore non è necessaria. Un buon ristorante non è necessario. Un’auto più comoda non è necessaria. Moltissime cose che acquistiamo nella vita non sono strettamente necessarie.

Ma forse la domanda interessante non è sempre se qualcosa sia necessario.

Forse dovremmo chiederci anche se possiamo permettercelo consapevolmente.


Perché vivere nell’abbondanza non significa iniziare a buttare denaro o dimostrare agli altri quanto possediamo. Quella non è ricchezza, è soltanto consumo.

L’abbondanza può essere qualcosa di molto più semplice: poter scegliere.

Poter acquistare qualità senza provare vergogna. Poter investire nella propria salute o nella propria formazione. Poter fare un viaggio. Poter dedicare tempo alle persone che amiamo. Poter rifiutare un lavoro che non vogliamo più fare. Poter affrontare un imprevisto senza andare nel panico.

In altre parole, utilizzare il denaro per aumentare le proprie possibilità.

Ed è interessante perché molte persone trascorrono una parte enorme della propria vita cercando proprio questo. Lavorano di più, risparmiano, investono, accumulano capitale perché desiderano sentirsi più libere.

Poi raggiungono una maggiore libertà economica e continuano a prendere ogni decisione come quando quella libertà non c’era.

A quel punto viene spontanea una domanda.


Se domani avessi tutto il denaro necessario per vivere la vita che desideri, cambierebbe realmente qualcosa?

Non sto parlando di comprare una villa o una macchina costosissima.

Sto parlando delle tue giornate.

Cambieresti il modo in cui trascorri il tempo? Faresti qualche viaggio in più? Dedicheresti maggiore attenzione alla salute? Lavoreresti diversamente? Sceglieresti maggiore qualità in alcune cose? Avresti più tempo per la tua famiglia?

E soprattutto: ti sentiresti autorizzato a farlo?

Questa forse è una delle parti meno raccontate dell’educazione finanziaria.

Imparare a guadagnare, risparmiare e investire è fondamentale, ma prima o poi bisogna anche imparare ad abitare ciò che abbiamo costruito.

Altrimenti rischiamo di trasformare il patrimonio in un semplice numero da difendere.


Naturalmente questo non significa smettere di essere prudenti. La prudenza rimane una qualità straordinaria. Significa semplicemente verificare ogni tanto se quella prudenza sta ancora proteggendo qualcosa oppure se ha iniziato a limitarci.

Perché esiste una differenza enorme tra dire “non lo compro perché non posso permettermelo” e dire “potrei permettermelo tranquillamente, ma scelgo consapevolmente di non comprarlo”.

Nel primo caso decide il limite.

Nel secondo caso decidiamo noi.

Ed è forse qui che il concetto di ricchezza assume un significato più interessante.

Non nel momento in cui possiamo comprare tutto, ma nel momento in cui smettiamo di avere paura di scegliere.


Dopo aver costruito un patrimonio, quindi, potrebbe valere la pena aggiungere una domanda alle solite domande finanziarie.

Non soltanto: “Quanto sto accumulando?”

Ma anche: “Sto imparando a vivere serenamente ciò che ho costruito?”

Perché il denaro può aumentare molto più velocemente della nostra percezione di sicurezza.

E qualche volta il passaggio più difficile non è diventare economicamente più ricchi.

È concedersi di vivere come una persona che non deve più avere paura di tornare povera.


Articolo a cura di Giovanni Viola – Investitore Pro, scuola di educazione finanziaria indipendente.


La vera ricchezza non è solo avere di più, ma riuscire a vivere ciò che si è costruito senza paura e senza sensi di colpa.
La vera ricchezza non è solo avere di più, ma riuscire a vivere ciò che si è costruito senza paura e senza sensi di colpa.

Disclaimer – Investitore Pro Srl Questo articolo è stato scritto con finalità didattiche e informative. Non rappresenta in alcun modo una consulenza finanziaria, fiscale, legale o nutrizionale, né una sollecitazione all’investimento. Tutti i contenuti sono pensati per aiutarti a capire meglio i mercati, i trend e le dinamiche economiche, ma non devono essere interpretati come raccomandazioni operative.I dati e le opinioni riportate si basano su fonti che riteniamo affidabili, ma potrebbero cambiare nel tempo. Se decidi di investire in strumenti finanziari citati o correlati, lo fai sotto la tua piena responsabilità e ti consigliamo sempre di confrontarti con professionisti abilitati. In poche parole: noi ci occupiamo di formazione, non di consulenza. Il nostro obiettivo è offrirti strumenti per pensare, non istruzioni per agire.Grazie per aver letto e per far parte della community di Investitore Pro Srl. Continua a studiare, approfondire e scegliere con consapevolezza.

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